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Podcast – Museo digitale

Gravitazioni

“Gravitazioni: Storie da ricordare di una via dimenticata” è un podcast di narrazione immersiva che intreccia voci, storie e suoni legati a Via Rastello intesa come una delle espressioni culturali strutturali di Borgo Castello e della città di Gorizia.

Nasce da una ricerca storico-etnografica e si inserisce in una nuova logica di museo digitale diffuso, dove lo spazio urbano si trasforma in un archivio vivo e sensibile, tutto da ascoltare.

La ricerca dei contenuti si è focalizzata su Via Rastello, la via tradizionale del commercio su cui sono gravitate le storie a cui questo progetto sonoro ha dato voce con l’obiettivo di sensibilizzare gli ascoltatori e i passanti alla sua storia.

Idea e sviluppo: Giuseppe Parisi
Produzione: Zeroidee
Identità grafica: Cecilia Cappelli


Ascolta le puntate

TRAILER

Via Rastello, a Gorizia, è un luogo che da sempre esercita una forza di gravità invisibile. Attira storie, persone e curiosità.  Come un campo magnetico che trattiene ciò che passa e ciò che resta.  È stata una via di passaggio e d’approdo, dove vite lontane si sono incontrate spinte da bisogni, sogni, nostalgie. Le sue vetrine e le sue insegne hanno riflesso non solo merci, ma possibilità, promesse, orizzonti. Qui si è gravitato attorno all’idea di occidente, al bisogno di attraversare un confine, alla ricerca di un altrove. E anche oggi, senza più barriere visibili, Via Rastello continua ad attrarre: conserva la memoria del movimento, il peso delle assenze, l’eco delle lingue e delle valute che l’hanno attraversata. Gravitazioni è il podcast che raccoglie e racconta queste storie.

Episodio 1 – Commerciare

Ospiti:
Benedetto Kosic
Nidia Lutmann

Jeans, caffè, scarpe, oro… le vetrine di Via Rastello esponevano tutta la merce necessaria per attrarre chi desiderava portarsi a casa un pezzo di occidente. Ma questa via non è stata solo la via del commercio durante la divisione tra Est e Ovest; è stata una via commerciale da sempre, un cuore pulsante di scambi e relazioni che affonda le sue radici profonde nella storia della città di Gorizia. Via Rastello continua ad essere un punto di incontro dove culture, lingue e valute si mescolano. Qui l’occidente ammiccava dalle vetrine, invitando chi oltrepassava la frontiera a immergersi in un universo di novità e opportunità. Ogni negozio raccontava storie di origini intrecciate, di famiglie che con i loro nomi e cognomi hanno lasciato un segno indelebile nella storia di questo territorio. Comprare per credere.

Episodio 2 – Beffare

Ospiti:
Roberto Covaz

Via Rastello è la strada che ha visto nascere Luigi Spina, il giovane goriziano che a soli 26 anni riuscì a beffare il muro di Berlino scavando un tunnel segreto sotto di esso. Nel 2004, quando la Slovenia entrò nell’Unione Europea, molti giornalisti definirono Gorizia “la piccola Berlino”, richiamando la storia di una città di confine sospesa tra due mondi. Luigi e una quarantina di ragazzi lavorarono per sette mesi, finanziati da una rete televisiva americana che acquisì in esclusiva le immagini di quella straordinaria impresa. Quel tunnel, oggi noto come Tunnel 29, permise di salvare 29 persone dalla Germania Est, diventando un simbolo di libertà e coraggio.

Episodio 3 – Condannare

Ospiti:
Marcus Orator
(voce di Emilio Cravos)

Via Rastello venne attraversata per l’ultima volta da un condannato a morte. Questa è la storia di Emilio Cravos, che nel 1915, sotto il dominio austro-ungarico, fu fucilato per aver gridato “Evviva l’Italia! Abbasso l’Austria!” in un’osteria di Gorizia. Mentre aerei italiani sorvolavano la città, Cravos attraversò la via rifiutando di tradire i suoi compagni, diventando simbolo di coraggio e ribellione in un confine segnato dallo scontro tra due mondi.

Episodio 4 – Giocare

Ospiti:
Giorgio Puia
Maria Puia
Mario Brancati

Un bambino prende a calci un pallone lungo Via Rastello, senza sapere che nel 1962 esordirà in nazionale proprio contro l’Austria. Quel ragazzo è Giorgio Puia e quella partita a Vienna la vinse 2 a 1. Cresciuto giocando per strada, consumava così tanto le scarpe che suo padre gli mise una lastra di latta sotto le suole per farle durare di più. Accanto a lui, c’era Mario Brancati, che trovò in una signora chiamata La Zia e nei giornali che leggeva gratuitamente la scintilla per una vita dedicata alla politica e al cambiamento. Loro sono i Muli di Via Rastello.

Episodio 5 – Scherzare

Ospiti:
Roberto Covaz

Via Rastello, ragazzi che suonano i campanelli di notte e poi scappano: uno scherzo semplice, ma in un clima di dopoguerra. Era un gesto di ribellione, un modo per scherzare e dire “siamo vivi” in una città ancora segnata dalla paura. Quel rumore improvviso rompeva il silenzio carico di tensione, portando un po’ di leggerezza e libertà. Suonare i campanelli e scappare diventava così un piccolo atto di anarchia, il segno che la normalità stava tornando. Avete mai fatto questo scherzo?

Episodio 6 – Morire

Ospiti:
Roberto Covaz

Il 4 settembre 1883 Via Rastello compare per la prima volta nelle cronache locali per il funerale di Enrico V, erede dei Borbone in esilio a Gorizia dopo la Rivoluzione di Luglio del 1830. Un corteo imponente attraversa la città e la sua via commerciale, intrecciando storie di potere, esilio e memoria. Un evento luttuoso ma profondamente mondano. Questa puntata si conclude nel monastero della Castagnevizza a Nova Gorica, dove riposano i Borbone su una manciata di terra francese dentro alle loro tombe.
Partendo da Via Rastello abbiamo fatto questo piccolo viaggio nelle storie che le sono gravitate intorno e la vera alchimia è trasformare le storie in immagini vive così quando passerete per Via Rastello, forse l’attraverserete accompagnati dai passi di chi l’ha percorsa prima di voi per comprare un paio di jeans o per andarsene nell’aldilà…


PARTNER AUTORE DEL PROGETTO:

Zeroidee

Zeroidee si occupa di ricerca artistica, sviluppo di contenuti, fermat creativi, installazioni e produzioni multimediali. Zeroidee è un’associazione di promozione sociale che connette artisti/ artiste, autori/autrici, professionisti/professioniste dei nuovi media.